L'ufficio non è tanto lontano da casa.
Potrei tranquillamente svegliarmi alle 8 ed essere a lavoro puntualmente
un'ora dopo. Invece preferisco puntare quotidianamente la sveglia
30 minuti prima e godermi in tutta calma il telegiornale.
E oggi al telegiornale si parlava di diritto
d'autore!
La cosa mi ha non poco sorpreso, soprattutto in considerazione del
fatto che, al netto di pubblicità, televendite, meteo, oroscopo,
Frizzi e lazzi, le notizie "vere" non sono più di quattro o cinque.
Ribadisco: in uno spazio molto ristretto, in cui a mala pena trovano
posto l'Iraq, la Sars e la Champions League, oggi hanno parlato
dell'entrata in vigore della nuova disciplina del copyright!
Provo a lanciarmi in un'ipotesi sulle possibili cause, non alternative,
di tanta attenzione da parte dei media.
A) Il Legislatore l'ha fatta grossa. Dal 1998 a oggi il Digital
Millenium Copyright Act americano ha scatenato un vespaio
di polemiche in tutto il mondo, tanto da venir preso a modello dall'Unione
Europea (!) per la direttiva 2001/29/CE, meglio
nota come EUCD. Il nostro paese ha recepito più o meno fedelmente
il testo comunitario, e assieme ad esso le critiche da parte delle
associazioni di difesa dei diritti civili. La travagliata genesi
della normativa ha inevitabilmente attirato interesse sulle specifiche
tematiche, un tempo di esclusivo dominio di una ristretta fetta
della dottrina giuridica.
B) La pirateria, intesa come violazione su larga
scala del diritto d'autore su testi, audiovisivi e software, ha
raggiunto livelli di penetrazione tali da rendere non ulteriormente
procrastinabile un intervento legislativo che andasse a colpire
con fermezza i comportamenti più palesemente illeciti. Con l'avvento
delle tecnologie di copia digitali, i contenuti piratati sono entrati
prepotentemente nella vita di tutti noi, umanamente sensibili alla
tentazione di poter avere il film o l'album del momento, pagando
un quinto del prezzo ufficiale, alla medesima qualità dell'originale.
Il digitale, internet, la pirateria.
Elementi divenuti improvvisamente capro espiatorio dei problemi
delle industrie discografiche e cinematografiche.
Elementi che hanno contribuito a far del diritto d'autore un argomento
meritevole di attenzione da parte dei cittadini tutti.
Anche perché ormai i CD o i DVD vergini sono un bene di largo consumo
e non più il supporto destinato ai backup informatici di grandi
dimensioni.
Anche perché l'attività di copia di un CD o di un film ad amici
o conoscenti cessa di essere astrattamente illecita per divenire
concretamente punibile con sanzioni molto pesanti.
E se entra in vigore un decreto che raddoppia la tassazione su tali
beni o le pena per la duplicazione abusiva, la notizia merita un'evidenza
pari all'aumento, ad esempio, dell'imposta sui carburanti o delle
sanzioni per eccesso di velocità. Come dire che, da ora in poi,
nessuno avrà più la scusante di aver compiuto un'attività illecita
nella presunzione della sua innocuità.
Alessio Canova
Responsabile Progetto Patnet.it
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