La Redazione di Patnet \ Musica - MP3

La RIAA sempre più agguerrita contro il file-sharing

9 Luglio 2002

La battaglia delle grandi major del settore cinematografico e, soprattutto, del settore discografico nei confronti dei maggiori sistemi peer-to-peer di file sharing non è mai stata tanto acre.
Dopo aver avuto successo nell'ottenere la sostanziale fine di network popolarissimi come Napster e Audiogalaxy, e dopo aver tentato di abbattere i sistemi sopravvissuti, Morpheus e Kazaa in primis, a colpi di citazioni giudiziarie, ora le attenzioni dei grandi distributori di musica e contenuti audiovisivi sembrano rivolgersi direttamente agli utenti dei servizi stessi di condivisione.
La prima mossa, la cui notizia è trapelata ufficiosamente nella Rete un paio di settimane fa ma che ha poi trovato esplicita conferma sulla stampa mondiale, è stata la diffusione nei maggiori network di contenuti fasulli (file "civetta") destinati solamente a far sprecare tempo e denaro agli utenti in cerca di download gratuiti ma illeciti. E' stata la stessa RIAA (Record Industry Association of America), già promotrice delle iniziative legali contro Napster & Co., a inaugurare questa politica, sulla base dell'assunto che "gli utenti devono ricevere ciò che pagano".
Recentissima è poi la notizia che le stesse multinazionali del disco potrebbero decidere di colpire direttamente gli utenti più dediti alla condivisione selvaggia, oltre ovviamente ai sistemi software che permettono tale pratica illecita. La news è stata riportata dall'autorevole Wall Street Journal, secondo il quale la strada già intrapresa in passato dall'Associazione internazionale dei discografici IFPI in Danimarca potrebbe essere percorsa su più ampia scala anche negli altri paesi.
La questione è tuttavia delicata poiché, stando a quanto affermato dall'avvocato Christiaan Alberdingk Thijm, che era riuscito a difendere con successo il network Kazaa dalle accuse di violazione di copyright mosse dalla RIAA, per colpire i singoli utenti sarebbe necessario accedere ad una serie di dati personali in violazione delle più elementari norme sulla privacy.
Si pone quindi un complesso conflitto di beni giuridici tutelabili dall'ordinamento, con i beni della Proprietà Intellettuale opposti a quelli della persona.

Percorso Patnet
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