|
I televisori ad alta definizione (HDTV) e il problema copyright
27 Luglio 2001
La tecnologia dei TV color digitali ad alta definizione (High Definition TeleVision - HDTV) sta lentamente muovendo i primi passi dallo stadio sperimentale a quello consumer. Anche se nel mercato italiano non esiste praticamente offerta, in Giappone e Stati Uniti chi è disposto a spendere un cifra pari a quella necessaria per comprarsi uno schermo gigante tradizionale può portarsi a casa l'ultimo ritrovato della tecnologia audiovisiva.
In realtà i motivi per non fare una simile follia vanno al dì là delle ragioni prettamente economiche e includono anche la scarsa offerta di trasmissioni ad alta definizioni (le sole che renderebbero giustizia al nuovo acquisto) e una tecnologia che ancora non si è imposta come standard. Per questi motivi alcune grandi aziende dell'elettronica stanno cercando di spingere prodotti di compromesso, come i monitor per personale computer "HDTV-ready": i consumatori non saranno in grado di visualizzare le nuove trasmissini in digitale, ma potranno immediatamente trarre un guadagno qualitativo durante la visione dei programmi analogici e dei DVD.
Il problema di questa strategia è che le aziende produttrici di tecnologia elettronica e gli Studios di Hollywood non hanno ancora sviluppato un sistema che permetta la trasmissione delle immagini dai monitor digitali ai televisori HDTV a causa di un conflitto di interessi: i secondi temono che la diffusione della tecnologia digitale porti con sè la pirateria, permettendo la duplicazione indefinita senza perdita di qualità dei contenuti audiovisivi (film in primis), mentre i secondi vogliono mantenere la possibilità per i propri utenti di registrarsi gli show televisivi per uso privato. Il timore della pirateria è proprio il freno alla diffusione dei televisori HDTV, in quanto le major di Hollywood sono restie a trasmettere i loro film di maggiore successo tramite la nuova tecnologia e, mancando i film, il pubblico non è incentivato all'acquisto.
Per ovviare al rischio-pirateria, le cinque tra le maggiori aziende di elettronica - Hitachi, Toshiba, Sony, Intel e Matsushita - hanno predisposto una tecnologia di disturbo del segnale, chiamata Digital Transmission Content Protection (DTCP), che cripta il segnale digitale quando questo viene indirizzato a un monitor, a un VCR, a un DVD-R eccetera.
Se il sistema DTCP, o un suo surrogato, si imporrà su tutti gli apparecchi HDTV (pare sia inevitabile, visto che fino ad allora le etichette cinematografiche non metteranno a disposizione i loro film, ndR), gli attuali monitor "HDTV-ready" saranno a tutti gli effetti "HDTV-unready", non potendo visualizzare le trasmissioni protette, con grande disappunto degli early-adopter che ci hanno investito una fortuna.
Come si vede, la tendenza per il futuro dell'alta tecnologia sembra essere fortemente condizionato dalla protezione del copyright: il nuovo credo non mette la qualità al primo posto ma la sicurezza della non-piratabilità.
La redazione di Patnet
|